Lotta integrata
Lotta integrata
La lotta integrata è una pratica di difesa delle colture che prevede una drastica riduzione dell'uso di fitofarmaci mettendo in atto diversi accorgimenti:
-l'uso di fitofarmaci poco o per niente tossici per l'uomo e per gli insetti utili
- la lotta agli insetti dannosi tramite la confusione sessuale (uso di diffusori di feromoni)
- fitofarmaci selettivi (che eliminano solo alcuni insetti)
-fitofarmaci che possono essere facilmente denaturati dall'azione biochimica del terreno e dall'aria
- la lotta agli insetti dannosi tramite le tecniche di autocidio, come la tecnica dell'insetto sterile (SIT)
- la previsione del verificarsi delle condizioni utili allo sviluppo dei parassiti, in modo da irrorare con fitofarmaci specifici solo in caso di effettivo pericolo di infezione e non a intervalli fissi a scopo preventivo
- la lotta agli insetti dannosi tramite l'inserimento di altri che siano loro predatori naturali e che non siano dannosi alle coltivazioni (lotta biologica)
- l'uso di varietà colturali maggiormente resistenti
- l'uso della rotazione colturale
particolare attenzione ed eliminazione di piante infette.

Questo approccio nella lotta contro gli insetti, usato a difesa delle colture, può essere applicato anche alla lotta contro altri organismi dannosi, come funghi e roditori.
In questo modo si cerca di mantenere l’organismo dannoso entro una certa soglia, quella oltre la quale l'organismo stesso crea un danno economico: non si vuole arrivare all'eradicazione, ma al contenimento.

Le informazioni sopra descritte sono tutte verificabili attraverso l’utilizzo del Quaderno di Campagna (o Registro dei trattamenti), la cui compilazione è obbligatoria per legge ed è soggetto a verifica da parte delle strutture competenti.